Artigiano 2.0

 

C’era un tempo in cui gli oggetti erano fatti di metallo per durare nel tempo. Emanuele Pelizza, Amministratore e Responsabile Commerciale della Pelizza srl di Alessandria e cliente business di Acos Energia, ci racconta l’evoluzione dell’azienda di famiglia dall’artigiano, al ”artigiano 2.0”.

L’azienda nasce sul finire degli anni ‘20 dalla volontà di mio nonno, che era un fabbro, di costruire e realizzare dei prodotti su misura per l’ambito giardino. Poi, complice anche il periodo storico, da artigiani del metallo dedicati a prodotti per giardino si è passati ad un ambito un pochettino più evoluto: tutto quello che poteva essere il casermaggio.

Amministrare un’azienda in un mondo prettamente maschile, per una donna negli anni ‘40 e ‘50 non è affatto cosa da poco.

Fino a qui, niente di straordinario, senonchè mio nonno viene a mancare a metà degli anni ‘30 prematuramente. Spetta quindi a mia nonna all’età di 30 anni, con due figli piccoli, prendere in mano l’azienda.

Inizia così un’avventura importante perchè mia nonna è riuscita a porre le basi e creare tutto quello che è stato fatto fino ad oggi. Amministrare un’azienda che passa da 3 a 40 operai, in un mondo prettamente maschile, per una donna negli anni ‘40 e ‘50 non è affatto cosa da poco.

Alla fine degli anni ‘50 entrano in azienda mio padre e successivamente il marito della sorella di mio padre; sono loro che portano avanti l’azienda fino a primi anni ’80, quando entra mio cugino e dopo pochi anni anch’io.

La nostra realtà si è sempre sviluppata sul metallo, sulla sua solidità ed energia, inserendo la sua lavorazione in forniture per l’industria, l’amministrazione pubblica e una grossa fetta per l’ambito ospedaliero.

Il metallo diventa il medium su cui incastrare altre competenze, competenze trasversali che ti permettono di assemblare un oggetto finito, funzionale e sviluppato su specifiche esigenze.

Per quanto riguarda la produzione è verso la metà fine anni ‘70 che inizia a cambiare tutto: nascono esigenze diverse, le aziende richiedono e tendono molto di più verso un ambito customizzato, si realizzano progetti su misura per i clienti, nasce il tailor-made italiano.

Iniziamo così lavorazioni conto terzi e in questo modo si riesce a dare un respiro non più solo locale all’azienda. Un altro punto di svolta avviene alla metà anni ’80, è l’affermarsi di un materiale che fino ad allora non era mai stato usato: l’acciaio inox. La Pellizza diventa così una delle prime realtà della zona che inizia a lavorare su commessa tutto quello che è acciaio inox.

Cambiano i tempi, i materiali, le finiture e i committenti dalla creazione di semilavorati conto terzi alla produzione diretta, fino ad arrivare al design, ma c’è sempre stata una costante nella tradizione aziendale, conservando intatto lo spirito delle origini, quando mio nonno da artigiano voleva costruire oggetti su misura che fossero solidi, efficienti e vicini alle esigenze di che doveva utilizzarli.

Qualche anno fa, con un mercato molto più semplice, di fronte ad un piccolo oggetto su misura che il cliente commissionava avremmo forse storto un po’ il naso.

Cambiano i tempi, i materiali, le finiture e i committenti e cambiano anche i processi: l’artigiano di oggi, che potremmo definire un “artigiano 2.0”, si struttura ad esempio per lavorare molto più velocemente di prima, costruendo sistemi di interfaccia con il cliente più rapidi, sviluppando un progetto e condividendolo con strumenti elettronici. L’artigiano 2.0 ha la possibilità di avvicinarsi al cliente e seguirlo in tutte le fasi di sviluppo, arrivando a progetti anche molto ambiziosi che forse negli anni passati non si pensava di poter raggiungere.

Qualche anno fa, con un mercato molto più semplice, di fronte ad un piccolo oggetto su misura che il cliente commissionava avremmo forse storto un po’ il naso, ma oggi lo si affronta proprio come si sarebbe affrontato un progetto di grande entità, riscuotendo sempre maggiori successi.

L’unione di diversi materiali con il metallo all’interno di un unico progetto qualche tempo fa non era molto praticabile, nel senso che mancavano le competenze, competenze che oggi sono invece necessarie, anzi assolutamente indispensabili: l’artigiano 2.0 offre oggi al cliente un prodotto completamente finito, non c’è più il tempo di dire a un cliente occupati tu di questo aspetto, ci si occupa di tutto.

Il metallo diventa quindi il medium su cui incastrare altre competenze, competenze trasversali che ti permettono di assemblare un oggetto finito, funzionale e sviluppato su specifiche esigenze, proprio come negli anni ’20.

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